Le regole

Che cosa succede a una parola quando la si pluralizza o la si coniuga.

Le regole del ferrarese

Sono regole, non un vocabolario: dicono che cosa succede alle parole quando si formano il plurale o si coniuga il verbo. Ognuna porta la fonte da cui viene, perche' una regola senza fonte e' un'opinione e questo progetto non accetta opinioni travestite da regole.

Il testo e' stato riscritto. La fonte — R. Bigoni, «Il Ferrarese» — e' indicata su ogni regola con il numero della sezione, e va consultata per la frase originale.

Come si scrive

Niente consonanti doppie

Due consonanti uguali nella stessa posizione non esistono: la parola che in italiano le ha, in ferrarese ne ha una sola. Vale anche per le parole prese dall'italiano.

ferrareseitaliano
mašnamacina
màkinamacchina

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 3

Il digramma «sc» non c'e'

La consonante che l'italiano scrive con «sc» — quella di scena, scienza — in ferrarese non e' pronunciata.

ferrareseitaliano
skara'nasedia

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 2

Niente vocali turbate

Le tre vocali che l'italiano scrive con dieresi — ä, ö, ü — non esistono. E' la differenza che fa riconoscere subito un ferrarese che parla italiano.

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 1

L'accento conta

L'accento dice dove cade la sillaba tonica: e' la stessa informazione che in italiano si dà con l'apostrofo, e va tenuto quando si confrontano due scritte della stessa parola.

ferrareseitaliano
aràdàrradere
aradar— (non la stessa parola)

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 2

Ogni suono un solo carattere

La scelta di Bigoni evita i digrammi: a ogni suono corrisponde un solo carattere latino, eventualmente con un segno diacritico. Chi ci ha fatto l'abitudine la puo' usare per capire la pronuncia, anche se non e' l'italiano con cui si scrive.

ferrareseitaliano
Saŋt'AŋtòniSant'Antonio

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 2

Gli articoli

L'articolo maschile

Il singolare e' «l», che diventa «al» davanti a una consonante. Il plurale e' «i» davanti a consonante e «j» davanti a vocale.

ferrareseitaliano
al kavàlil cavallo
l'òmanl'uomo
j òmangli uomini

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

L'articolo femminile

Il singolare e' «la», con l'elisione della vocale finale davanti a una parola che comincia per vocale. Il plurale e' «il» davanti a consonante e «j» davanti a vocale.

ferrareseitaliano
la kavàlauna cavalla
l'amìɣal'amica
il kavàlile cavalle

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

L'articolo indeterminativo

«un» e «una» si accorciano: davanti a una vocale spesso rimane solo la «n» o la «na».

ferrareseitaliano
un canun cane
n'àrbulun albero
na vòltauna volta

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

I nomi e i loro plurali

Il maschile perde la vocale finale

I nomi maschili che vengono da un latino piano perdono la vocale finale e diventano piani. Se il nome resta identico al singolare, e' perche' quella vocale e' sparita: senza di essa il ferrarese si distingue dall'italiano.

ferrareseitaliano
ɣalgallo
kavàlcavallo

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 3

Plurale invariato

Il plurale dei maschili appena elencati non cambia: si distingue dal singolare solo dall'articolo o dal numero che lo precede.

ferrareseitaliano
un caŋ, du caŋun cane, due cani
un póŋt, du póŋtun ponte, due ponti

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Plurale in -ìš

Il maschile singolare che finisce in «-éš» al plurale passa a «-ìš».

ferrareseitaliano
un fraréš, du frarìšun ferrarese, due ferraresi
un buluñéš, du buluñìš—

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Plurale in -ùn

Il maschile singolare che finisce in «-ón» al plurale passa a «-ùn».

ferrareseitaliano
un padrón, du padrùnun padrone, due padroni
un pitón, du pitùn—

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Plurale in -aj

Il maschile singolare che finisce in «-àl» al plurale resta piano e la «l» finale diventa «j».

ferrareseitaliano
un kavàl, du kavàjun cavallo, due cavalli
un baɣàj, du baɣàj—

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Plurale in -jé

Il maschile singolare che finisce in «-èl» al plurale diventa «-jé»: la «l» finale si sposta in una sillaba propria.

ferrareseitaliano
un fradèl, du fradjé—
un ušèl, du ušjé—

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Il femminile in -a fa il plurale in -i

I femminili che vengono da un latino piano passano dalla «a» finale a una «i», che pero' e' debole e spesso sparisce del tutto, soprattutto se non si sovrappone a un plurale maschile.

ferrareseitaliano
ùna putìna, dó putìniuna pentola, due pentole
ùna próva, dó próvuna prova, due prove
ùna kamìša, dó kamìš—

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

I giorni della settimana

I cinque giorni feriali non prendono la finale dell'italiano.

ferrareseitaliano
Lùni, Màrti, Mèrkul, Žòbia, Vènarlunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Due e tre hanno due forme

I numeri due e tre cambiano col genere, cosa che in italiano non fanno.

ferrareseitaliano
du màsc / dó fémandue maschi / due femmine
tri màsc / tré fémantre maschi / tre femmine

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

I verbi

Il soggetto si mette davanti

Il verbo finito ha bisogno del soggetto espresso, e il soggetto e' un pronome accompagnato dalla proclitica «a». All'imperativo il soggetto si omette.

ferrareseitaliano
a pióvpiove
al va a kava a casa
kamìna!cammina!

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Il negativo e' una particella attaccata

La negazione e' una «ŋ» che si attacca alla proclitica «a». Si puo' rafforzare con «brìša», che vuol dire «briciola».

ferrareseitaliano
aŋ vój brìšanon voglio
aŋ ò brìša ditnon ho detto

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Il passato remoto non esiste

Non c'e' un tempo che si opponga al presente: quello che in italiano e' il passato remoto si dice come il passato prossimo.

ferrareseitaliano
a són aŋdàsono andato, andai

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Il gerundio si costruisce con un'altra parola

Dove l'italiano usa «stare» piu' il gerundio, il ferrarese usa «èsar» (letteralmente essere) piu' «dré» (dietro).

ferrareseitaliano
a són dré aŋdàrsto andando

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

L'infinito della prima coniugazione finisce in -àr

Nelle terre emiliane l'infinito presente della prima coniugazione finisce in «-èr»; a Ferrara finisce in «-àr», come nei dialetti veneti.

ferrareseitaliano
magnàrmangiare
kaŋtàrcantare

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 1

Quattro coniugazioni

Le coniugazioni regolari sono quattro e discendono da quelle latine. Il noi plurale si riconosce dalla finale in «-ŋ», dove l'italiano e le terre vicine hanno la «m».

ferrareseitaliano
nu a kaŋtéŋnoi cantiamo
nu a séŋnoi siamo

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Gli ausiliari sono due, e il secondo si raddoppia

Gli ausiliari sono «èsar» (essere) e «avér» (avere). «avér» si raddoppia con una «ɣ» quando indica dimostrativo, come il «ce» dell'italiano.

ferrareseitaliano
mi a ɣ oio ne ho
mi aj òio ho

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Pronomi e aggettivi

Gli aggettivi possessivi

Il possessivo non cambia con il genere e nemmeno col numero: e' la stessa parola per «mio, mia, miei, mie».

ferrareseitaliano
mjémio, mia, miei, mie
sòsuo, sua, suoi, sue

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

I pronomi personali

I pronomi hanno forma costante e in posizione enclitica vengono spesso troncati.

ferrareseitaliano
mi, ti, lu / lié, nu, vu, lório, tu, lui/lei, noi, voi, loro
dàmal!dammelo!

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

I dimostrativi

« questo » e «quello» hanno forme distinte per genere e numero, e nel plurale la «i» finale diventa «j».

ferrareseitaliano
quést, quésta, quìsti, quéstiquesto, questa, questi, queste

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 4

Le parole

Le parole entrate dall'italiano recentemente

Le parole che l'italiano ha preso a prestare negli ultimi tempi arrivano spesso in ferrarese e vengono rimeccanizzate, ma molte volte non si sostituiscono affatto con la parola che c'era prima: al loro posto si mette una perifrasi.

ferrareseitaliano
dar da mañàrnutrire (non «alimeŋtàr»)
al purèla purea di patate

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 3

Parole longobarde

Una parte del vocabolario ferrarese viene dal longobardo e non si riconosce dall'italiano: sono le parole che il glossario cerca e che non trova mai.

ferrareseitaliano
busgàtmaiale
skara'nasedia

R. Bigoni, «Il Ferrarese», note linguistiche, sezione 1

L'alfabeto per capire la pronuncia

Non serve per scrivere: serve per capire che suono ha una parola. A ogni suono corrisponde un solo carattere, e cosí non ci sono i digrammi.

Consonanti

kc gutturale, come in cosa
cc affricata, come in c'e'
ɣg gutturale, come in gatto
gg affricata, come in gelo
ji semiconsonantico, come in iosa
ʎlaterale palatale, come in paglia
ŋn leggermente nasale, come in anche
ñn palatale nasale, come in campagna
ss sorda, come in santo
šs sonora, come in rosa
zz sorda, come in azione
žz sonora, come in zero

Vocali

èe tonica grave, come in presto
ée tonica acuta, come in vena
ěe atona aperta, come in prestissimo
êe atona chiusa, come in venoso
òo tonica grave, come in porta
óo tonica acuta, come in dove
ǒo atona aperta, come in portare
ôo atona chiusa, come in dovunque